Tanto cemento per nulla
Ha senso varare un piano casa che punta solo sulla quantità? Forse sarebbe opportuno cominciare a mischiare le carte: invece di pensare per compartimenti stagni, inserire la questione ambientale nel vivo delle singole scommesse economiche. Il terremoto climatico che ci attende richiede decisioni coerenti, capacità di progettare il futuro evitando oggi danni che diventeranno ancora più visibili domani. Gli edifici consumano circa il 40 per cento dell’energia che utilizziamo: se non si punta sul miglioramento della qualità sarà difficile raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni serra e di efficienza energetica decisi dall’Unione europea.
In altri paesi questo legame è ormai assodato anche dal punto di vista dei benefici in termini di occupazione. Negli Stati Uniti hanno calcolato che con 100 miliardi di dollari spesi per rendere più efficienti le case si possono creare due milioni di posti di lavoro. In Gran Bretagna tutte le case costruite dopo il 2016 e tutti gli edifici commerciali costruiti dopo il 2019 dovranno essere a emissioni zero.
L’Italia invece resterà a macchia di leopardo. Come nota Legambiente, avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione: Toscana, Provincia di Bolzano e Puglia hanno posto seri vincoli al piano casa mentre Veneto e Sicilia hanno puntato sull’aumento delle cubature. In metà delle Regioni varranno gli standard energetici che permetteranno di migliorare l’efficienza degli edifici. Nell’altra metà si potrà continuare a costruire male, danneggiando chi in quegli edifici andrà a vivere e l’ambiente.