Ecologia al Governo


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Dalla A alla Z


Il Futuro della Pesca
Soltanto settanta, cento anni fa nel Mar Mediterraneo c'era più pesce, più barche, più pescatori e un numero maggiore di comunità che dipendevano dalle attività collegate alla pesca. A causa del continuo sovrasfruttamento, alcuni specie ittiche hanno raggiunto livelli pericolosamente bassi, ma non è stato sempre così. In un passato non troppo lontano, gli stock ittici erano più sani e le comunità che dipendevano dalle attività di pesca più ricche.
La Politica Comune della Pesca dell'Ue può diventare una concreta opportunità di cura del mare e degli oceani con un ritorno al futuro. Questo è stato il tema centrale della Settimana europea della pesca 2011, che si è svolta dal 4 al 12 giugno, con numerosi manifestazioni in giro per l'Italia, organizzate da Ocean 2012, una coalizione di ong e società ambientaliste - tra cui Coalition for Fair Fisheries Arrangements, Ecologistas en Acción, The Fisheries Secretariat, nef (new economics foundation), The Pew Environment Group e Seas at Risk - unite dalla volontà di trasformare la Politica europea della Pesca, fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche di pesca distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute.
A Roma, è stata presentata la mostra fotografica Back to the Future curata da Corey Arnold e David McCandless, con una panoramica di immagini sul mondo della pesca italiano, dalle tonnare di fine ottocento agli attuali stabilimenti di trasformazione ittica, dai piccoli pescherecci con pochi attrezzi alle grandi navi con reti da pesca più grandi di un jumbo jet. Per pubblicizzare la bontà del pesce azzurro, Marianna Vitale, chef del ristorante Sud (situato a Quarto, Napoli) ha fatto assaggiare le sue originali e creative ricette (reperibili anche su youtube), sul sottofondo della live music degli Sweetpoppalou.
Nel dopoguerra la flotta olandese comprendeva 700-800 imbarcazioni per la pesca alle aringhe con oltre diecimila persone di equipaggio e una cattura annuale di circa 50 mila tonnellate. Oggi un solo pescherecchio a strascico con 10-11 persone di equipaggio pesca la stessa quantità di pesce.
L'Italia è uno dei primi 10 Paesi importatori al mondo di pesci e prodotti ittici, con 984.478 tonnellate importate nel 2006, per un valore di 3,75 miliardi di euro. Nello stesso anno l'Italia ha esportato 149.875 tonnellate di pescato per un valore di 561.646.000 euro. Per quanto riguarda le imbarcazioni, l'Italia ha una flotta di pesca di 13.858 imbarcazioni con una stazza complessiva di 197.687 tonnellate. Nel 2008, l'82% della flotta Ue aveva una lunghezza inferiore a 12 metri, in Italia la percentuale era del 68%. Anche il consumo annuo ha superato i 25 kg pro capite, in Italia, mentre la media europea è di 21,4. Nel 2006 l'hit parade del pesce più mangiato vedeva primeggiare le acciughe (con 81.174 tonnellate) seguite ad ampia distanza da vongole (19.510 t), nasello (18.579t), sardine (14.215t), gambero (13.986t). Ma anche l'età media e la grandezza del pesce pescato risentono del supersfruttamento.
Così la Politica Comune della Pesca dovrebbe recepire la sostenibilità ambientale quale principio prioritario irrinunciabile per il raggiungimento della sostenibilità economica e sociale. E garantire una capacità di pesca sostenibile a livello di Unione europea e a livello regionale, anche con l'utilizzo di fondi pubblici
Flaviano De Luca
 
Treno alimentato da pannelli solari
E’  partito per la prima volta in Europa un treno alimentato dai pannelli solari installati lungo un tratto di linea. Per la precisione i pannelli sono collocati sulla superficie esterna di un tunnel lungo 3,6 km che attraversa la città belga di Anversa. A inaugurare l'impianto è stato il treno ad alta velocità che collega Parigi con Amsterdam, passando appunto per Anversa. Il progetto, chiamato Solar Tunnel, è costato 15,6 milioni di euro ed è stato realizzato grazie alla collaborazione fra Infrabel, la società che gestisce le ferrovie del Belgio, le municipalità locali ed Enfinity, azienda specializzata in pannelli solari. La novità dell'impianto non sta nell'alimentazione solare di per sé, ma nella generazione direttamente lungo la linea ferroviaria: "Usando l'elettricità generata sul posto si eliminano i costi del trasporto e le perdite di energia", ha dichiarato Steven De Tollenaere, presidente di Enfinity. I 16.000 pannelli solari coprono in tutto un'area di 50.000 metri quadrati, pari a 8 campi da calcio. Ogni anno - ha precisato Infrabel - l'impianto produrrà 3.300 MWh di elettricità (più il meno il consumo di 1000 famiglie), alimentando non solo la trazione del treno, ma anche le infrastrutture ferroviarie, come l'illuminazione e la segnaletica elettrica. Dopo il viaggio inaugurale, il tunnel solare rifornirà sia i treni ad alta velocità sia quelli locali. Questo primo impianto - nelle intenzioni di Enfinity - dovrà essere il trampolino di lancio verso obiettivi ambiziosi: in prospettiva la società punta ad alimentare con la sola energia dei pannelli solari 4000 treni all'anno. Copyright TM News(c) 2011 www.lastampa.it
 
Nel 2010 Co2 aumentata 5,8%. Boom Cina: più 10%
Durante il 2010 le emissioni di CO2 sono cresciute del 5,8%, portandosi ad un quantitativo globale di 33.160 milioni di tonnellate. Il balzo più spettacolare, in un anno che ha visto una forte ripresa dei consumi energetici dopo la recessione del 2009, è stato quello della Cina che ha aumentato del 10% il proprio peso emissivo. A rivelarlo sono gli ultimi dati diffusi dalla BP nello Statistical Review of World Energy 2011, uno dei più autorevoli rapporti internazionali sulle statistiche energetiche mondiali. Il Rapporto rende evidente, a fronte del rapido aumento della domanda globale di energia, la difficoltà di giungere in tempo utile prima della scadenza del Protocollo di Kyoto ad un accordo internazionale giuridicamente vincolante sul contenimento delle emissioni. L'analisi dei dati sancisce il definitivo sorpasso della Cina sugli Stati Uniti nella classifica mondiale dei consumi energetici e il primato della stessa Cina in termini di gas serra emesse in atmosfera. Per quanto riguarda la domanda di energia, a fronte di un incremento che la BP ha stimato su scala mondiale intorno al 5,6%, i consumi energetici cinesi hanno fatto segnare una crescita dell'11,2% rispetto all'anno precedente. Quanto alle emissioni di CO2, con un quantitativo di 8.830 milioni di tonnellate di CO2, il peso della Cina ammonta ora a più di un quarto delle emissioni globali. Circa le singole fonti energetiche, il consumo mondiale di carbone è aumentato del 7,6% durante il 2010, che rappresenta il maggior incremento dei consumi di questo combustibile dal 2003. Rispetto ai consumi globali di energia il carbone rappresenta ora una quota del 29,6% contro il 25,6 di dieci anni fa. Anche in questo caso l'aumento più significativo è avvenuto in Cina, dove il consumo di carbone nel 2010 è cresciuto del 10,1% (raggiungendo un valore pari al 48,2% del consumo mondiali di carbone, contro un valore che nel 2009 era del 47%). Per quanto riguarda il petrolio, il rapporto della BP indica consumi in salita del 3,1%, con i Paesi industrializzati che registrano un modesto +0,9%, contro il +5,5% del resto del mondo (Cina +10,4%). Una crescita ben più significativa ha invece riguardato i consumi di gas, aumentati del 7,4%, il valore più elevato dal 1984. Relativamente alle altre fonti, il rapporto segnala un aumento contenuto della produzione da fonte nucleare (+2%), che copre il 5,2% della domanda mondiale di energia. Un incremento sostanzioso ha registrato la fonte idroelettrica (+5,3%), mentre le altre fonti rinnovabili (biocombustibili, geotermia, solare ed eolico, escluso l'idroelettrico) hanno complessivamente fatto segnare un aumento del 15,5%, praticamente il maggiore di sempre. Tuttavia il loro contributo alla domanda di energia è ancora di solo l'1,8 % Copyright TM News(c) 2011
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Controlli sui cibi giapponesi. Ecco cosa importiamo

Controlli speciali per il cibo in arrivo dal Giappone.
L'Unione Europea ha raccomandato ieri ai paesi membri di misurare il livello di radioattività dei prodotti alimentari importati da Tokyo. "La raccomandazione è stata emessa dal Sistema di allerta rapida per gli alimenti e il nutrimento animale" ha spiegato il portavoce di Bruxelles Frédéric Vincent. I controlli avverranno a campione e in Italia il ministero della Salute ha già avviato le procedure. "L'Ue ha consumato nel 2010 9mila tonnellate di frutta e verdura provenienti dall'arcipelago. Mentre il flusso di prodotti ittici è assai limitato" ha precisato Vincent.

Il paese che riscontrerà valori di radioattività superiori al normale dovrà immediatamente avvisare Bruxelles. È stata smentita invece la notizia del blocco totale degli import data dal ministro della Salute Ferruccio Fazio nella trasmissione "Porta a Porta" di martedì sera, che aveva colto di sorpresa gli altri paesi Ue. Il decreto emanato ieri dal ministero prevede che gli uffici di sanità marittima e di frontiera controllino gli alimenti "di origine animale e non" provenienti da Tokyo e confezionati dopo l'11 marzo, data del sisma. L'Italia importa dal Giappone 13 milioni di prodotti alimentari all'anno (il totale europeo è di 65 milioni), la maggior parte dei quali conservati (carne e pesce) o tutto sommato superflui (tè, semi di sesamo, piante e semi di fiori decorativi, alghe, spezie, cibo per animali). Negozi e ristoranti giapponesi utilizzano pesce locale. La percentuale delle importazioni di cibo italiane dal Giappone rispetto al resto del mondo non arriva allo 0,1%.

L'Ue non è stata la sola a chiedere controlli sull'import. Procedure simili sono state avviate in Corea del Sud, Hong Kong, Singapore, Sri Lanka, Filippine e Australia, paesi che a differenza dell'Europa ricevono dal Giappone prodotti anche freschi. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha condotto alcuni test su prodotti importati dal Giappone e dal sud-est asiatico. L'export alimentare di Tokyo è comunque un filone ridotto: appena lo 0,15% del prodotto interno lordo dell'arcipelago, che anzi riceve dall'estero il 60% del suo cibo. E in questi giorni in cui il paese ha difficoltà perfino a sfamare se stesso e la flotta dei pescherecci è stata decimata dallo tsunami, anche il commercio internazionale è completamente crollato.
Uno dei pericoli maggiori per gli alimenti contaminati proviene dal cesio-137 prodotto nelle reazioni di fissione nucleare. Questo elemento si accumula nei muscoli degli animali e nelle foglie dei vegetali e impiega 30 anni solo a dimezzare la sua quantità. Per questo i bambini, che hanno una vita lunga davanti a sé, sono considerati particolarmente a rischio.

www.repubblica.it


 
FUKUSHIMA parziale fusione
Il governo spiega con l'alterazione delle barre di combustibile l'alta radioattività dell'acqua nel reattore 2 assicurando che si tratta di un "fenomeno temporaneo". Sisma di intensità pari a 6,5 Richter..
Livelli di radiazioni altissimi a Fukushima e una nuova forte scossa di terremoto.
Le notizie che arrivano dal Giappone alimentano la preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda la centrale nucleare gravemente danneggiata dal sisma e dallo tsunami dell'11 marzo. Malgrado gli sforzi dei tecnici, la situazione nell'impianto di Fukushima non sembra migliorare. Il governo di Tokyo ha fatto sapere che l'alta radioattività dell'acqua nel reattore n.2 della centrale potrebbe essere dovuta "alla parziale fusione delle barre di combustibile". Un fenomeno che il capo di gabinetto, Yukio Edano, definisce "temporaneo".

Va segnalato che nell'acqua di mare prelevata a 30 metri di distanza dai reattori 5 e 6 è stato rilevato un tasso di iodio 131 superiore al normale di ben 1.150 volte. L'Agenzia per la sicurezza nucleare nipponica ha precisato che fino ad ora i test erano stati praticati nella parte sud dell'impianto, nei pressi dei reattori 1-4, i più danneggiati: di iodio 131 nell'ultima rilevazione è risultato 2.000 volte superiore al normale.

Sui livelli di radioattività c'è stata molta confusione. Ieri la Tepco, la società che gestisce la centrale,
aveva chiesto scusa per gli errori 1commessi annunciando un tasso di radioattività 10 milioni di volte superiore alla norma al reattore numero 2 per poi correggersi e ridimensionare il dato a 100 mila volte. Uno sbaglio che oggi il governo ha definito "inaccettabile": "Anche se l'enorme impegno di chi lavora sul sito può aiutare a spiegare l'errore, c'è da considerare che la verifica delle radiazioni è una condizione importante per la sicurezza: questo tipo di errore è assolutamente inaccettabile", ha affermato il portavoce Edano.
www.repubblica.it
 
ALLARME NUCLEARE fuga radioattiva, reattori fuori controllo a Fukushima
Le onde dello tsunami sono penetrate per oltre cinque chilometri nell'entroterra, crolla una diga: il paese è stato sommerso. Le emissioni radiottive dalla centrale nella stessa area hanno superato di mille volte il normale: sgomberata una zona fino a 10 km

Fukushima è un inferno, tra migliaia di case sommerese dall'impressionante onda sprigionata da una diga crollata, lo tsunami penetrato per cinque chilometri nell'entroterra e - giunto nella notte a terrorizzare l'intero Giappone - l'allarme nucleare per la centrale nucleare intorno alla quale le radiazioni sono mille volte superiori al normale tanto da decidere una evacuazione di massa.

L'annuncio ufficiale della "piccola fuga radioattiva dal reattore n.1" è arrivato dal portavoce del governo, Yukio Edano, il quale ha aggiunto che i "tecnici stanno lavorando al problema". Più volte è stato comunicato che la situazione sarebbe tornata alla normalità in breve tempo, e le autorità hanno specificato di avere sufficienti scorte di liquido per il raffreddamento del nucleo. Ma in serata si sono aggiunti altri allarmi, tra cui la fuoriuscita di materiale radioattivo dalle strutture della centrale, e la probabile necessità
nucleare a Fukushima
di liberare del vapore radioattivo nell'atmosfera a causa dei gravi problemi al sistema di raffreddamento dei reattori. La fuoriscita del vapore è l'unico modo di allentare la pressione,  mentre gli ingegneri  cercano di ripristinare il sistema di raffreddamento del reattore principale. Poi l'annuncio di evacuazione per l'enorme innalzamento delle radiazioni.
Ma con il passare delle ore l'ansia cresce: La Tokyo Ekectric Power, la società proprietaria della centrale, ha ammesso di avere problemi di raffreddamento nei reattori numero 1, 2 e 4 del II impianto, Fukushima Daini a 11,5 km dal primo. Reattori di cui non riesce più a controllare la pressione e in cui la temperatura sta aumentando.

Crolla la diga. L'allarme nucleare si è abbattuto su una Fukushima già devastata dal crollo di una diga. La struttura ha ceduto e l'esondazione dell'acqua ha travolto migliaia di abitazioni.

www.repubblica.it

 
 
Giappome: EMERGENZA NUCLEARE, a fuoco la cenrale nucleare di Onagawa
Secondo quanto riferisce l'agenzia Kyodo, è stato segnalato un principio di incendio all'interno della stanza nella quale si trova una turbina nella centrale nucleare di Onagawa, vicino a Miyagi, città maggiormente colpita dal violento terremoto in Giappone. Dopo questo episodio, 4 centrali nucleari site sulla costa orientale di Honshu sono state chiuse, così riferisce l'Agenzia atomica dell'Onu che, inoltre, sembra che abbia preso contatti con il ministro giapponese dell'Economia. Secondo quanto invece riferisce l'Europa Press, il Giappone ha infine dichiarato una situazione di emergenza sull'energia nucleare. La motivazione è con tutta probabilità la possibilità, in seguito al sisma, di fughe radioattive da centrali nucleari o di avarie nel sistema di raffreddamento. Nel frattempo sembra che l'Aiea (International Atomic Energy Agency ) stia indagando sugli accadimenti e sull'eventualità che le installazioni nucleari possano essere a rischio per le conseguenze dello tsunami generato dal terremoto. Anche a Fukushima, sede di un'altra centrale nucleare è emergenza: le autorità hanno fatto evacuare circa 2mila residenti nei dintorni della centrale.